Ferrari in Borsa: un 2025 tra alti e bassi, con turbolenze e nuove prospettive

Il 2025 si è rivelato un anno particolarmente movimentato per le azioni Ferrari sui mercati finanziari. Il titolo del Cavallino Rampante, in passato spesso considerato un gioiello della Borsa italiana e un’icona del lusso automobilistico mondiale, ha infatti attraversato fasi alterne che hanno messo alla prova la fiducia degli investitori, alternando momenti di difficoltà a improvvise accelerazioni.

Come è andato il terzo trimestre

L’ultimo trimestre del 2025 ha visto Ferrari affrontare due pesanti correzioni: la prima dopo la pubblicazione dei risultati di metà anno, la seconda in ottobre, in seguito alla presentazione del piano industriale 2030 durante il Capital Markets Day di Maranello. Gli obiettivi finanziari presentati in quell’occasione erano stati giudicati troppo prudenti dal mercato, deludendo le aspettative degli analisti e provocando una seconda ondata di vendite.

Tuttavia, proprio quando sembrava che il titolo dovesse continuare la sua discesa, Ferrari ha sorpreso tutti mostrando una resilienza inaspettata, tornando in pole position sul Ftse Mib dopo la pubblicazione della trimestrale di novembre.

La reazione del mercato ai conti trimestrali

Il 4 novembre 2025 Ferrari ha presentato risultati definiti “forti” dall’azienda stessa. Il titolo è effettivamente balzato di oltre il 2% a 347,30 euro, contribuendo a ridurre le perdite dell’azionario italiano. I numeri riferiscono di ricavi netti per 1,766 miliardi di euro (+7,4% su base annua), utile netto di 382 milioni e un margine EBIT del 28,4%.

La casa di Maranello ha confermato la guidance 2025 già rivista al rialzo durante il Capital Markets Day, prevedendo ricavi netti pari o superiori a 7,1 miliardi di euro e un utile per azione adjusted di 8,80 euro. Un elemento che ha favorito il titolo: Ferrari aveva già annunciato di aver raggiunto con un anno di anticipo gli obiettivi di profittabilità previsti per il 2026, creando così premesse ottimistiche che il mercato ha finalmente iniziato ad apprezzare.

La forza di un brand globale

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla trimestrale riguarda la crescita dei ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio, saliti a 211 milioni di euro (+21%). Un dato che evidenzia ancora una volta la straordinaria forza del brand Ferrari a livello globale, un marchio che trascende il settore automobilistico per diventare un vero e proprio fenomeno culturale mondiale.

La presenza di Ferrari è peraltro ben consolidata anche al di fuori delle piste automobilistiche: il Cavallino Rampante è parte integrante di un merchandising che spazia dall’abbigliamento agli accessori, dalle partnership con i più prestigiosi marchi di lusso fino alla presenza nell’industria dell’intrattenimento.

Cosa ci riserva il futuro

Nonostante le turbolenze degli ultimi mesi, Ferrari continua a godere di un forte sostegno da parte delle principali banche d’affari. Il 75% degli analisti mantiene un giudizio “Buy” sul titolo, con un prezzo obiettivo medio a 12 mesi che supera abbondantemente i 400 euro. Un prezzo a sconto che suggerisce un ampio margine di apprezzamento, alimentando speranze di una reazione speculativa positiva.

Il CEO Benedetto Vigna ha intanto sottolineato come Ferrari continui a offrire ai clienti “la massima libertà di scelta in termini di propulsione“, preparandosi al lancio della prima Ferrari completamente elettrica. I ricavi da automobili e parti di ricambio sono cresciuti del 5,6%, trainati da un mix prodotti più ricco e dal maggiore contributo delle personalizzazioni, nonostante l’impatto negativo dei cambi, in particolare del dollaro statunitense, che ha pesato per 32 milioni di euro.

Il maggior contributo delle personalizzazioni è un’altra prova della forza del brand: i clienti Ferrari sono disposti a investire somme considerevoli per rendere unica la propria vettura, confermando il posizionamento premium della casa di Maranello.

Ferrari ha insomma ben dimostrato di saper navigare anche nelle acque più turbolente del mercato finanziario nel corso degli ultimi mesi e la conferma della guidance rivista al rialzo, il raggiungimento anticipato degli obiettivi di profittabilità, la crescita esponenziale dei ricavi da brand e l’innovazione in alcuni settori sono buoni auspici per il 2026.