Bova: cultura, storia e sapori

Conosciuto erroneamente come Bova Superiore

Bova: la perla dell’ Aspromonte, sorge ai piedi di un picco roccioso tra verdi giardini, palme e profumati bergamotti, dominato dalle rovine dello splendido castello normanno. Bova è un borgo dalle antiche origini, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici nei pressi del castello, risalenti al Neolitico ed ai primi anni del secondo millennio, tra il 1040 ed il 1064, quando i Normanni si imposero su Arabi e Bizantini, nella dominazione di Calabria e Sicilia.

Colonia della Magna Grecia nei secoli VIII–VI a.C. Bova, fu successivamente assediata dai Saraceni, dagli Arabi e ancora dai Normanni, che la fecero contea, nel periodo feudale. Antica sede vescovile, Bova seguì il rito greco dei monaci basiliani, introdotto in Calabria fino al 1572, quando iniziò il periodo del rito latino col Vescovo Stauriano, che eliminò ogni traccia del rito Bizantino, imponendo statue seicentesche del rito romano. Un periodo ancora oggi testimoniato da numerose chiese sparse sul territorio, realizzate con portali in pietra locale, splendidamente decorati e statue marmoree della Scuola Messinese.

Una lunga storia che vede Bova negli anni ’70 subire importanti eventi sismici ed alluvionali, che inducono buona parte della popolazione a trasferirsi sulla costa, facendo sorgere il Comune di Bova Marina; ma fortunatamente, dalla metà degli anni ’90, nasce un nuovo interesse verso Bova, che porta alla valorizzazione delle sue risorse culturali e del suo patrimonio storico e artistico, che le vale nel 2003, l’ inserimento tra i Borghi più Belli d’ Italia. Tra le iniziative volte a promuovere e mantenere in vita le antiche tradizioni culturali, merita particolare nota il Festival Grecanico, che si tiene annualmente tra giugno e luglio. Antiche tradizioni, tra cui la famosa leggenda di Bova, che narra il borgo essere nato per volontà di una regina armena, che portò il suo popolo sul Monte Vùa, ove – come dal nome – erano portati i buoi al pascolo.

Tra le beltà monumentali da ammirare a Bova, durante una passeggiata nei suoi vicoli, tra abitazioni ed antichi palazzi in pietra e mattoni, con decorazioni di lesene, cornici e maestosi portali, di pregio lo spettacolare panorama che si può ammirare dalla sua famosa balconata, lungo tutto l’arco costiero sottostante.Di nota poi l’antica Cattedrale seicentesca, edificata sulle spoglie di un’antica Chiesa Bizantina, con struttura basilicale tre navate, che custodisce una statua in marmo del 1584 della Madonna col Bambino e la Cappella del Sacramento. Altra meraviglia è la Chiesa di San Leo, con pianta a navata unica e cappelle, ed un altare maggiore barocco, con in una nicchia una statua di San Leo in marmo bianco, del Bernini, ove il santo regge nella mano destra un’accetta rotta.

Da visitare anche la Chiesa del Carmine, in stile tardorinascimentale, con portale in pietra realizzato da artigiani locali e stemma della famiglia Mesiani sulla facciata, a testimoniare la sua appartenenza. In cima ad uno sperone roccioso è possibile poi ammirare le rovine del Castello Normanno, con Torre a punto di guardia su una delle quattro porte, lungo le mura.
Seppur quasi totalmente distrutte dai terremoti nel 1783, 1908 e 1928 la Chiesa dello Spirito Santo di età tardorinascimentale e quella di San Rocco, dove ancora si svolgono funzioni religiose secondo il rito greco-bizantino, consentono di ammirare appieno lo splendore antico del borgo.

Una passeggiata tra le stradine del borgo, nel corso della quale è doverosa una tappa nei tipici locali, per assaporare il meglio della cucina tipica calabrese, con pietanze realizzate con gli ingredienti della tradizione agro-pastorale locale, tra cui: latte di capra, olio d’oliva e pomodoro. Tra i piatti tipici di Bova: i maccheroni al sugo di capra, i tagghiarini coi ceci, i ricchi di previti coi pomodorini e la capra alla vutana; mentre tra i salumi, i taglieri di sopressata, capicollo e salame, i formaggi caprini, i pecorini e gli ovini, e ancora, tra i formaggi artigianali, il musulupi, tipico del periodo di Pasqua. Infine, tra i dolci le famose lestopitte, da gustare con un buon vino rosso locale.

Prima di concludere la visita di Bova, è imperdibile però uno scatto davanti alla Locomotiva a vapore, nella piazza di entrata del borgo, in omaggio alle ferrovie ed ai ferrovieri. Una curiosità: per trasportare qui la locomotiva si allargò la strada che porta al paese!

Bova, la perla dell’ Aspromonte, assolutamente da visitare!