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Reinserimento lavorativo delle persone detenute

Calabrese: "Rafforziamo la rete e coinvolgiamo sempre più aziende"

“Grazie alla sinergia instaurata tra tutte le istituzioni sottoscrittrici del Protocollo d’intesa, primo accordo di questo genere in Calabria, e al contributo fondamentale del Centro per l’impiego di Reggio Calabria, è stato possibile raggiungere risultati importanti nel percorso di reinserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale. Adesso è necessario rafforzare ulteriormente questa rete, coinvolgendo sempre più aziende del territorio e facendo conoscere le opportunità offerte dal Protocollo”.

È quanto ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro e allo Sviluppo economico, Giovanni Calabrese, in occasione della riunione della Cabina di regia svoltasi oggi presso la Prefettura di Reggio Calabria, nell’ambito del Protocollo d’intesa per favorire l’inserimento socio-lavorativo delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale.

L’assessore ha invitato le associazioni di categoria presenti al tavolo, il Centro per l’impiego di Reggio Calabria, Arpal e l’Ordine dei Consulenti del lavoro a programmare, in tempi brevi, specifici eventi informativi rivolti alle aziende del tessuto imprenditoriale locale, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle opportunità previste dall’accordo e favorire una partecipazione sempre più ampia del mondo produttivo.

Il Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, ha manifestato vivo apprezzamento e soddisfazione per i notevoli risultati raggiunti nei due anni trascorsi dalla sottoscrizione dell’accordo: “Un percorso che ha già consentito l’effettuazione di 8 Tirocini di inclusione sociale, la stipula di 3 contratti a tempo determinato e, oggi, di altri 2 contratti a tempo determinato con una concreta prospettiva di stabilizzazione a tempo indeterminato, come da volontà già manifestata dall’azienda, rappresenta il pieno raggiungimento dell’obiettivo immaginato all’avvio delle attività. Ancora più significativo – ha affermato Sua Eccellenza il Prefetto – se si considera che sono state coinvolte diverse Istituzioni, Uffici ed Associazioni, chiamati a collaborare in maniera sinergica per realizzare un’esperienza inedita e creare un nuovo modus operandi.
Un ringraziamento, in particolare, all’assessore Giovanni Calabrese e alla Regione Calabria, che con i suoi funzionari delegati del Centro per l’impiego di Reggio Calabria e tutti gli altri collaboratori, hanno supportato e sviluppato l’iniziativa, e a tutte le persone che con il loro costante impegno hanno consentito di offrire un’opportunità concreta di riscatto a coloro i quali hanno portato avanti con successo un percorso di rieducazione, favorendone il reinserimento nella società civile.
Nel corso della riunione è emerso anche il ruolo strategico del sistema imprenditoriale, chiamato a contribuire attivamente alla costruzione di percorsi di autonomia e reintegrazione. In questa direzione si inserisce l’impegno di Michele Laganà, presidente di Ance Reggio Calabria, che ha sottolineato come “il lavoro rappresenti uno degli strumenti più efficaci per restituire dignità alla persona e costruire concrete opportunità di reinserimento sociale”.

“Il settore delle costruzioni – ha evidenziato – può mettere a disposizione competenze, professionalità e opportunità occupazionali, sostenendo iniziative capaci di coniugare legalità, responsabilità sociale e sviluppo del territorio. Offrire una possibilità concreta di ripartenza significa investire anche nella sicurezza e nella coesione della nostra comunità”.

Un contributo concreto è già arrivato da Herbert Catalano, presidente della Cassa Edile e fondatore di Tecnoappalti Italia Srl, azienda che ha sottoscritto i contratti di assunzione relativi alle due persone coinvolte. “Il reinserimento lavorativo non può restare un principio astratto: deve tradursi in opportunità reali”, ha sottolineato Catalano evidenziando la scelta di assumere due persone sottoposte a restrizioni della libertà personale, una ammessa a una misura alternativa e l’altra in detenzione intramuraria presso la Casa di Reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello.

“Crediamo – ha aggiunto – che il lavoro sia uno strumento fondamentale per costruire un futuro diverso, favorire l’autonomia personale e accompagnare un effettivo percorso di reintegrazione nella società. È un impegno che intendiamo portare avanti nel segno della legalità e della responsabilità sociale dell’impresa”.

Al percorso ha contribuito anche la garante regionale dei diritti delle persone detenute, Giovanna Russo, che, pur assente alla riunione per precedenti impegni istituzionali a Castrovillari, ha assicurato nel corso dell’attuazione del Protocollo un importante lavoro di coordinamento, supporto e monitoraggio istituzionale, volto a sostenere l’effettiva realizzazione del diritto al reinserimento lavorativo. Nel suo messaggio, Russo ha ribadito che “la legalità si costruisce creando reali seconde possibilità”, rivolgendo un ringraziamento al tessuto imprenditoriale sano della città per la disponibilità dimostrata nel sostenere percorsi di inclusione e recupero sociale.

A ripercorrere le tappe operative dell’iniziativa è stato Vittorio Colosimo, responsabile del Centro per l’impiego di Reggio Calabria, mettendo in evidenza il risultato raggiunto con le due nuove assunzioni formalizzate oggi, con una concreta prospettiva di stabilizzazione a tempo indeterminato, come già espresso dall’azienda interessata e ha anticipato che, grazie alla disponibilità manifestata da una delle aziende presenti al tavolo, si procederà a breve alla contrattualizzazione di un ulteriore soggetto attualmente detenuto.

“I risultati conseguiti – ha specificato – confermano il valore di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, servizi per l’impiego, associazioni di categoria e imprese, nel quale il lavoro assume un ruolo centrale per favorire la responsabilizzazione, l’autonomia personale e il reinserimento nella comunità”.

La programmazione di nuovi incontri informativi con le aziende e il consolidamento della rete territoriale rappresentano ora i passaggi fondamentali per ampliare ulteriormente le opportunità offerte dal Protocollo, rafforzando un’esperienza che coniuga inclusione sociale, legalità e sviluppo del territorio.

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