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Addio a Monsignor Antonino Iachino: il “padre” di Pellaro e colonna della Chiesa reggina

Reggio Calabria si sveglia avvolta dal lutto. La Chiesa reggina perde oggi una delle sue figure più autorevoli, amate e luminose: questa mattina, all’età di 84 anni, si è spento Monsignor Antonino Iachino.

La notizia, diffusa dall’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, ha immediatamente generato un’ondata di commozione che dalle navate del Duomo si è estesa a ogni angolo della città. L’Arcidiocesi, stringendosi al dolore della famiglia, ha ricordato Monsignor Iachino come un testimone diretto di una stagione pastorale che ha segnato profondamente il tessuto sociale reggino. “Chi lo ha incontrato – si legge nella nota ufficiale – ricorderà un sacerdote che aveva imparato dai suoi maestri una caratteristica essenziale: fermarsi davanti a chi aveva bisogno, senza mai avere fretta”.

Una vita al servizio della comunità

Nato a Pellaro il 2 luglio 1941 e ordinato sacerdote nel 1966, Monsignor Iachino ha ricoperto incarichi di altissimo rilievo: è stato Vicario Generale, Direttore della Caritas diocesana, Parroco di Sant’Agostino e Rettore della Chiesa del Carmine. Tuttavia, è nel legame profondo con la sua terra d’origine, Pellaro, che la sua missione ha trovato il cuore pulsante.

Il “secondo padre” dei ragazzi di Pellaro

Per la comunità di Pellaro, Monsignor Iachino non è stato soltanto un parroco, ma un pilastro esistenziale. Per i ragazzi di allora, oggi diventati uomini e donne, è stato un punto di riferimento incrollabile, un “prete d’altri tempi” capace di coniugare il rigore morale con una tenerezza infinita.

Se oggi molti adulti della zona vantano sani principi e valori solidi, il merito va ricercato in quegli anni passati sotto la sua guida. Per molti è stato un secondo padre, un mentore che sapeva ascoltare e orientare le inquietudini giovanili verso il bene comune e la carità. La sua dedizione non era un ufficio da svolgere, ma una vocazione vissuta con amore autentico verso i “suoi” ragazzi, che non ha mai smesso di accompagnare, anche a distanza di decenni.

Un’eredità che resta

Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo di storia locale, ma resta un’eredità morale immensa. I messaggi di cordoglio che in queste ore inondano i social e le piazze testimoniano quanto il seme da lui piantato sia germogliato. Reggio Calabria e Pellaro salutano un uomo di Dio che ha saputo farsi prossimo, un sacerdote che ha vissuto la sua vita come un dono costante, insegnando a un’intera comunità il valore della sosta e della cura verso l’altro.

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