Medicina di laboratorio, in Italia quasi 2 miliardi di esami ogni anno

Ogni anno in Italia si stima siano eseguiti quasi 2 miliardi di esami di laboratorio, che contribuiscono ai percorsi di mantenimento della salute, prevenzione, diagnosi, monitoraggio e cura. In uno scenario caratterizzato da rapida evoluzione tecnologica, crescente disponibilità e complessità delle informazioni sanitarie e nuovi bisogni di salute, la Medicina di Laboratorio è chiamata a orientare sempre più il proprio contributo verso il valore generato per il paziente e per il sistema sanitario.
È in questa prospettiva che la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio (SIBioC) promuove la diffusione del “Manifesto della professione nella strategia Value-Based Laboratory Medicine”, uno dei temi centrali del 58° Congresso Nazionale SIBioC, in programma a Rimini dal 30 settembre al 2 ottobre, con la partecipazione di esperti nazionali e internazionali chiamati a confrontarsi sulle principali traiettorie di sviluppo della Medicina di Laboratorio.
“Il Manifesto della Professione nella strategia Value-Based Laboratory Medicine rappresenta un documento strategico ideato per guidare la transizione verso una diagnostica d’eccellenza e sostenibile, un passaggio culturale e metodologico non più rinviabile per la sanità moderna – spiega Mario Plebani, Past-President EFLM (European Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine) e autore del documento –. Per anni la Medicina di Laboratorio è stata valutata in base ai volumi di esami e all’efficienza del costo per singola analisi, ma oggi è necessario considerarne la centralità attraverso il contributo effettivo agli esiti clinici e ai percorsi di cura. Il Manifesto propone un netto cambio di paradigma culturale e gestionale: superare la logica prestazionale per posizionare il laboratorio come vero e proprio generatore di valore clinico per il paziente e per la comunità. La strategia della Value-Based Laboratory Medicine punta, infatti, a garantire che ogni dato analitico si traduca in un’informazione utile, tempestiva e in grado di migliorare concretamente gli esiti di salute e la sostenibilità economica dei percorsi di cura, assicurando l’appropriatezza prescrittiva, la qualità globale dei processi, la corretta ed armonizzata interpretazione dell’informazione di laboratorio e, soprattutto, la competenza ed assunzione di responsabilità da parte dei professionisti di laboratorio. Per generare valore, anche l’integrazione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale deve essere governata da competenze specifiche in grado di produrre, interpretare e controllare i sempre più numerosi dati analitici (big data), trasformandoli in informazioni utili a supportare decisioni cliniche terapeutiche efficaci, sostenibili e personalizzate.”
A questa prospettiva si collega un’altra sfida centrale del Congresso: la comunicazione della rilevanza della Medicina di Laboratorio. Una sessione plenaria sarà dedicata alla comunicazione come competenza strategica, fondamentale per rafforzare la fiducia, favorire la comprensione del contributo della Medicina di Laboratorio e promuovere obiettivi condivisi di efficacia clinica, sostenibilità, innovazione e collaborazione tra i diversi interlocutori. Particolare attenzione sarà rivolta all’accesso sempre più diretto dei cittadini ai risultati e alle informazioni sanitarie, alla diagnostica integrata e alla responsabilità delle organizzazioni sanitarie nel rendere le informazioni chiare, comprensibili e utilizzabili. In questo contesto assumono particolare rilievo la health literacy e la health numeracy, cioè la capacità di comprendere e utilizzare le informazioni sanitarie e i dati numerici che le accompagnano. Valori, intervalli di riferimento e probabilità possono risultare difficili da interpretare, soprattutto quando i risultati sono direttamente accessibili attraverso strumenti digitali. Professionisti e organizzazioni sanitarie sono quindi chiamati a favorire una comunicazione sempre più chiara e accessibile.
Referti armonizzati e comprensibili, un linguaggio adeguato al destinatario, rappresentazioni efficaci dei dati e una maggiore integrazione del professionista di laboratorio nei processi decisionali possono contribuire a ridurre la distanza tra il dato e la sua comprensione. In questa prospettiva, la comunicazione diventa parte integrante della qualità della Medicina di Laboratorio.
L’obiettivo è passare dal valore generato a quello riconosciuto e, soprattutto, “agito”: un’informazione che, una volta compresa, possa tradursi in una decisione, un comportamento o un cambiamento concreto nel percorso di cura.
Proprio in occasione del Congresso, SIBioC intende avviare un percorso dedicato alla comunicazione della centralità della Medicina di Laboratorio, con iniziative e strumenti per rendere più chiari e comprensibili i risultati e il loro significato e con percorsi formativi per rafforzare le competenze comunicative dei professionisti. A questo obiettivo contribuisce la Divisione SIBioC dedicata alla Promozione e Valorizzazione, istituita nel 2021 e coordinata dalla Dott.ssa Laura Sciacovelli.
Il programma delle tre giornate affronterà alcune delle principali trasformazioni della medicina contemporanea: dal Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 all’intelligenza artificiale, dalla sostenibilità e dalla transizione green dei laboratori alla medicina di precisione, fino all’evoluzione delle competenze e del ruolo dei professionisti della Medicina di Laboratorio.
Particolare attenzione sarà dedicata all’integrazione con la clinica e alla multidisciplinarietà, attraverso sessioni realizzate con il coinvolgimento di numerose società scientifiche e organizzazioni nazionali e internazionali, tra cui: SIP, SIN, SIGU, SIAPeC-IAP, FADOI, FCSA, SIE, SIMEU, FIASO, ANMDO, CNETO, IGM, IATDMCT, SARNePI, GeFI, GISeG, EFLM e IFCC. Una scelta che testimonia la volontà di superare i confini delle singole discipline e costruire percorsi sempre più condivisi.
“Il Congresso Nazionale rappresenta un’occasione preziosa non soltanto per individuare nuove sfide e traiettorie di sviluppo scientifico, ma anche per riunire le persone che ogni giorno si dedicano alla Medicina di Laboratorio e rafforzare il senso di appartenenza alla nostra comunità scientifica – afferma Sabrina Buoro, Presidente SIBioC –. La Value-Based Laboratory Medicine non si realizza soltanto attraverso nuove tecnologie o nuovi modelli organizzativi: richiede professionisti competenti, motivati, responsabili e capaci di lavorare insieme. Per questo investire sul capitale umano, sullo sviluppo continuo delle competenze e sulla leadership è una condizione essenziale per trasformare l’innovazione in valore reale per i cittadini. Questi tre giorni saranno anche un’importante occasione per incontrare e ispirare i giovani professionisti, che rappresentano il futuro della Medicina di Laboratorio e ai quali SIBioC dedica una parte significativa del proprio impegno attraverso formazione, opportunità di confronto e crescita professionale incluso il sostegno alle iniziative della Divisione Young Scientist SIBioC.”




