Salute e Benessere

West Nile Virus: in 3 anni, casi umani più che raddoppiati

Ma i controlli su sangue, organi, tessuti e cellule funzionano: nessun contagio da trasfusione e trapianti

I casi di West Nile Virus sono più che raddoppiati negli ultimi tre anni, ma le misure di controllo messe in atto hanno garantito la sicurezza di trasfusioni e trapianti, tanto da non registrare nessuna trasmissione da donatore a paziente.

Il dato è stato presentato durante il convegno sulla sorveglianza epidemiologica delle arbovirosi in Italia, svoltosi il 18 giugno presso l’Aula Pocchiari dell’ISS, su iniziativa del Centro Nazionale Sangue e del Centro Nazionale Trapianti.

L’evento è stato un importante occasione di confronto tra tutti gli attori del sistema, allo scopo di migliorare le azioni di preparazione e contrasto alle arbovirosi endemiche ed epidemiche in Italia, all’indomani dell’apertura della nuova stagione di sorveglianza e prevenzione trasfusionale e trapiantologica delle infezioni trasmesse da vettore, ufficialmente avviata il 1° giugno.

Il convegno si inserisce nel contesto epidemiologico nazionale, caratterizzato da un incremento dei casi di infezione osservato negli ultimi anni. Nel 2025, in particolare, la diffusione del virus West Nile ha raggiunto un’estensione geografica senza precedenti, coinvolgendo quasi tutte le regioni italiane.

Nell’ultimo triennio, i dati della sorveglianza integrata dell’ISS evidenziano una crescita netta dei contagi: dai 332 casi del 2023 e i 460 del 2024, sono stati raggiunti 773 casi confermati nel 2025, segnando un’impennata del +133% in soli tre anni.

I 773 contagi registrati lo scorso anno sono stati caratterizzati da diverse manifestazioni cliniche: 367 forme neuro-invasive, distribuite in diverse regioni con i numeri più elevati osservati nel Lazio (87), in Campania (83) e in Lombardia (56), e 339 casi di febbre, di cui 3 importati rispettivamente da Kenya, Egitto e Maldive.

Nonostante il progressivo aumento dei contagi, lo scudo dei controlli preventivi ha garantito la totale sicurezza di sangue, organi, tessuti e cellule donati per tutti i riceventi. Proprio l’efficacia dello screening ha permesso di intercettare tempestivamente, solo lo scorso anno, 56 donatori di sangue e 2 di organo positivi asintomatici, salvaguardando sia la continuità delle raccolte sia la sicurezza trasfusionale e trapiantologica.

Parallelamente, virus d’importazione come Dengue Chikungunya sono stati responsabili di recenti e significativi focolai autoctoni sul territorio nazionale. Anche in questo scenario epidemiologico, la sicurezza della filiera è stata preservata grazie allo screening mirato delle donazioni: ad oggi, nessun donatore è risultato positivo ai test.

Per rimanere aggiornati sull’evoluzione della situazione, il Centro Nazionale Sangue e il Centro Nazionale Trapianti pubblicano costantemente sui propri siti web (www.centronazionalesangue.ite trapianti.salute.gov.it) circolari dedicate alla sorveglianza e alle misure da attivare nei territori dove si registrano casi di arbovirosi, sia nell’uomo sia negli animali.

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