La Domotek Reggio Calabria sbanca Valenza

Nonostante il punteggio netto, la Negrini CTE ne esce a testa alta dal primo confronto con Reggio Calabria resistendo e combattendo per due set. Dopo un secondo set perso per un soffio, nel terzo la Domotek ha preso in mano il match.

Le formazioni

L’allenatore acquese Serafini parte con Bellanova in palleggio e Argenta opposto, Petras e Botto bande, Sarasino e Esposito centrali, Trombin libero. Coach Polimeni schiera Saitta in palleggio e Laganà opposto, Innocenzi e Presta al centro, Lazzaretto e Guarienti bande, De Santis libero

Primo set

Il match prende vita sin da subito a ritmi serratissimi. I reggini, dopo aver sbloccato il punteggio con un ace di Presta, allungano con Innocenzi e Lazzaretto, aumentando poi le distanze con Laganà e Saitta (4-9). Petras e Argenta riducono lo svantaggio (7-10). Sul 9-12 Laganà e Lazzaretto riportano i loro a +5, ma le due bande acquesi mantengono l’inseguimento (11-14).

Si prosegue così ad altissima intensità sino alla fine, con la Domotek che si mantiene tra le tre e le cinque lunghezze di distanza senza concedere nulla e la Negrini CTE che, con ogni forza a disposizione, prova faticosamente a recuperare terreno. Carpita, con un errore in battuta, concede il set point (19-24); Esposito con un attacco e Guastamacchia con un muro annullano i primi due, ma la murata di Laganà su Petras mette fine al gioco.

Secondo set

Nel secondo parziale la formazione acquese prova a lanciarsi in avanti da subito con un attacco di Petras e un muro di Argenta, ma Lazzaretto e Laganà pareggiano subito i conti. Tre scambi combattutissimi, poi Guarienti e Presta con un muro staccano i calabresi (5-7).

Lazzaretto con un muro aumenta il distacco (6-9), ma gli acquesi si rimettono in corsa riuscendo a ribaltare grazie ad Argenta, Guastamacchia e Bellanova, che chiude la serie con un ace (11-10). Botta e risposta, poi due palloni a vuoto di Petras e Botto seguiti da un attacco di Laganà rimettono avanti Reggio Calabria (12-15). Ancora una volta La Bollente non si perde d’animo e, trascinata da capitan Botto e Petras, recupera tre punti e ribalta in un giro solo (18-17).

Si torna così a battagliare incessantemente pallone su pallone, con attacchi vincenti ed errori da ambo le parti sino a vantaggi inoltrati: il primo set point è acquese con l’ace di Argenta del 25-24, ma Laganà annulla. Ancora Argenta, ma il servizio a vuoto del capitano rimette in pari; ci riprova Petras ma trova la risposta di Presta. Petras prima sbaglia concedendo la prima palla set agli avversari, ma poi rimedia (28-28). I calabresi chiudono al secondo tentativo con un attacco di Innocenzi e un errore di Botto, su cui nulla è valso il controllo del video check per un presunto tocco a muro.

Terzo set

Nella terza frazione Innocenzi e Presta avvantaggiano subito la Domotek dopo il due pari (2-4). Bellanova risponde, ma Presta, con un attacco e un muro, e Saitta, con un ace, raddoppiano (3-7). Il distacco aumenta ancora con Innocenzi (5-10), Saitta e Lazzaretto (6-13).

Gli acquesi trovano un lieve accorcio con Sarasino, che piazza un muro dopo la battuta a vuoto di Saitta (11-15), ma gli errori di Argenta e Bellanova riportano Reggio Calabria sei passi avanti. Dopo il servizio sbagliato da Guarienti, Petras prova a rilanciare con due ace consecutivi, ma la formazione calabrese riesce ancora a riguadagnare il terreno perso e aumenta ancora, trascinata da Laganà e Lazzaretto (14-22). Da lì in poi i padroni di casa gettano la spugna e la Domotek chiude la sua marcia 16-25.

Coach Simone Serafini

Bisogna fare un plauso sincero ai nostri avversari: se una squadra vince due coppe, arriva a gara 5 di finale promozione ed è ancora in corsa dopo aver dominato la stagione regolare, un motivo c’è, e stasera lo hanno ampiamente dimostrato. La differenza sostanziale è stata segnata dalla loro battuta e dalla loro ricezione, fattori che si sono rivelati decisivi. È un peccato, perché specialmente nel secondo set abbiamo giocato punto a punto, e anche nel primo, dopo uno sbandamento iniziale in cui abbiamo concesso subito quattro punti, siamo riusciti a restare in scia.

Quando giochi così “impiccato”, contro un avversario che ti concede pochissimo — avranno commesso appena uno o due errori in attacco — è chiaro che la mente si annebbia e hai la sensazione di giocare costantemente sott’acqua. Alcune scelte tattiche o gesti tecnici che solitamente riescono, contro una squadra così precisa e incisiva al servizio, diventano estremamente difficili. Oggi abbiamo giocato contro un vero e proprio muro.

Nonostante la sconfitta, voglio fare i complimenti alla mia squadra. Meritiamo di essere qui, in semifinale, dopo aver superato due fasi intense, e lo abbiamo dimostrato anche stasera mettendo in campo le nostre armi, almeno nei primi due set. Nel terzo avremmo potuto fare qualcosa in più, restando in gara fino al 17-14, ma bisogna riconoscere i meriti di chi ci stava di fronte. Certo, si può sempre fare meglio, ma abbiamo dato tutto.

C’è chi dice che con un pizzico di cinismo in più avremmo potuto portare a casa il secondo set, magari cambiando l’inerzia del match. Abbiamo avuto dei set point, ne abbiamo annullati altri; a volte si vince, a volte si perde. Ultimamente ci era capitato spesso di spuntarla, ma questa volta è andata diversamente. Non credo però che abbiamo gestito male i vantaggi: l’ultima palla di Mical poteva essere dentro o fuori per millimetri, così come la battuta di Iacopo. Sono episodi.

Dobbiamo analizzare le nostre cose positive, come l’ottima prova di Argenta, e ricordarci del percorso che ci ha portato fin qui. Ora ci aspetta il ritorno il primo maggio. Come si suol dire, non è finita finché non è finita. Può sembrare una frase fatta, ma ci crediamo davvero: per due set abbiamo dimostrato di non essere affatto distanti dal loro livello. Loro avranno il vantaggio del campo e del fattore psicologico, ma in una semifinale di playoff tutto si annulla quando si entra nel rettangolo di gioco.

A livello numerico sappiamo cosa serve: vincere 3-0 o 3-1 per poi giocarci tutto al Golden Set. Andremo lì per giocare una palla alla volta, guardando nel nostro campo e cercando di esprimere il miglior volley possibile. Abbiamo le nostre armi e andremo a giocarcele senza rimpianti. Se poi loro saranno più bravi, stringeremo loro la mano, ma la nostra intenzione è dare battaglia fino all’ultimo punto.”

Negrini CTE Acqui Terme – Domotek Reggio Calabria 0-3 (21-25, 28/30, 16-25)

Negrini CTE Acqui Terme: Bellanova 2, Petras 14, Sarasino 1, Argenta 18, Botto 11, Esposito 2, Trombin (L), Carrera (L), Guastamacchia 2, Carpita, Volpara, Garrone. N.e: Dotta, Assalino. All. Serafini, Vinciguerra

Domotek Reggio Calabria: Presta 9, Laganà 16, Lazzaretto 15, Innocenzi 11, Saitta 3, Guarienti Zappoli 3, De Santis (L), Spinello, Motta, Parrini. N.e: Mancinelli, Lopetrone (L), Ciaramita, Rigirozzo. All. Polimeni, Dal Pozzo.

Ufficio Stampa Pallavolo La Bollente
Ph: Maurizio Mazzino