CUORE completa il programma scientifico e apre una nuova frontiera nella ricerca sui neutrini
L’esperimento CUORE ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha concluso il suo programma con un successo sia scientifico sia tecnologico che apre la strada alle future generazioni di esperimenti dedicati allo studio di neutrini e degli eventi rari.
Il 5 ottobre 2026, ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, la Collaborazione scientifica dell’esperimento CUORE, progetto internazionale dedicato allo studio delle proprietà fondamentali dei neutrini, in particolare alla ricerca di un processo molto raro e ancora mai osservato, chiamato decadimento doppio beta senza neutrini, ha celebrato il completamento del proprio programma scientifico. All’evento hanno partecipato i componenti della collaborazione, i rappresentanti delle istituzioni che hanno sostenuto il progetto e numerosi ospiti della comunità scientifica nazionale e internazionale.
Nel corso della sua attività, CUORE ha raccolto il più grande campione di dati mai ottenuto con un rivelatore bolometrico di questo tipo, contribuendo in maniera fondamentale alla ricerca internazionale di nuova fisica oltre il Modello Standard. Il programma scientifico dell’esperimento si è concluso con il raggiungimento del traguardo delle 3 tonnellate-anno, ossia l’equivalente dell’esposizione di una massa di 3 tonnellate per un anno di cristalli di tellurio (TeO2): questo traguardo costituisce una pietra miliare nella ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini, un processo che, se osservato, dimostrerebbe che il neutrino coincide con la propria antiparticella e fornirebbe indicazioni cruciali sull’origine della massa dei neutrini e sull’evoluzione dell’universo.
“CUORE è stato un grande successo scientifico, e ha rappresentato anche una straordinaria impresa tecnologica. Con una massa di circa una tonnellata operante a temperature dell’ordine di pochi millesimi di grado sopra lo zero assoluto, CUORE ha affrontato e superato una delle sfide più impegnative della criogenia moderna: raffreddare e mantenere stabilmente per anni a pochi millikelvin un apparato di queste dimensioni”, ha sottolineato Carlo Bucci, ricercatore dell’INFN e coordinatore della Collaborazione CUORE. “Si tratta di un risultato che, al momento della progettazione dell’esperimento, appariva estremamente ambizioso e che ha richiesto lo sviluppo di soluzioni innovative nel campo della criogenia e della strumentazione”, conclude Bucci.
“Con il completamento del programma scientifico, CUORE lascia in eredità non solo una straordinaria quantità di dati e risultati, ma anche un patrimonio di tecnologie, competenze e innovazioni che continueranno a essere sviluppate nelle future generazioni di esperimenti criogenici ai Laboratori sotterranei del Gran Sasso”, ha commentato Ezio Previtali, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.
Il successo di CUORE rappresenta la conclusione di una delle più importanti e complesse iniziative internazionali dedicate alla ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini e allo studio delle proprietà fondamentali dei neutrini, un lungo percorso scientifico e tecnologico che ha coinvolto centinaia di ricercatrici e ricercatori, ingegneri, tecnici e istituzioni di tutto il mondo. CUORE ha dimostrato la fattibilità di grandi rivelatori criogenici e ha aperto nuove prospettive per le future generazioni di esperimenti dedicati allo studio dei neutrini, della materia oscura e di altri fenomeni rari della fisica fondamentale: il suo successo non è quindi un punto di arrivo, ma una base solida su cui costruire la prossima frontiera della ricerca astroparticellare.
INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare




