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Punta Pellaro spiaggia

Un territorio meraviglioso come quello pellarese deve tutelare le sue caratteristiche e valorizzarne risorse e tradizioni, concetti fondamentali finalizzati a favorire l’attrattività turistica, che rappresenta l’unica risorsa in grado di ritagliarsi un ruolo da protagonista.

Gestendo il paesaggio e rafforzando nell’opinione pubblica il senso di identità e appartenenza al territorio, si potrebbe sviluppare un tessuto turistico e produttivo che rappresenterebbe un’ opportunità straordinaria per la creazione di nuovi posti di lavoro.

A Pellaro la questione occupazionale, soprattutto per le fasce più giovani, rimane una delle tematiche più spinose del nostro territorio e dovrà sicuramente essere affrontata con decisione da parte delle amministrazioni locali. I risvolti, in tal caso sarebbero sicuramente positivi, e un’ organizzazione dell’ offerta turistica rappresenterebbe il volano della crescita sociale ed economica.

Pellaro e la sua storia…

pellaro via nazionaleSita sul litorale ionico, Pellaro vanta una ricca storia che la vede abitata fin dai tempi della Magna Grecia, quando era sotto la sfera politica di Reggio Calabria, che nel 272 a.C. fu conquistata dai romani.

Pellaro un tempo era attorniata da splendide montagne coperte da boschi rigogliosi e da colline coltivate a vite, il cui vino era usato nei traffici con l’ oriente dal porto dell’ insenatura di Occhio. Costa che vide i suoi abitanti costretti a ritirarsi nell’ entroterra, per sfuggire alle invasioni barbariche ed alle scorrerie dei Saraceni.

In questo clima storico, intorno al 1067 si data la fondazione di Pellaro, che sembra però fu scarsamente abitata fino al 1600, in quanto numerose furono le navi di mussulmani che approdavano alle sue coste per impadronirsi di Reggio Calabria. Tra il 1500 e il 1600 inoltre, diverse furono anche le incursioni saracene guidate dal rinnegato Simon Cicala, che cessarono solo con la sua morte.

Da questo momento la storia prese una nuova svolta e in molti si spostarono nuovamente sulla costa, creando diversi villaggi, ma per Pellaro il destino aveva in serbo ancora spiacevoli accadimenti, la peste nel 1743 ed il terremoto nel 1783, che provocarono numerose morti e moltissimi danni.

Nel 1811 poi, Pellaro divenne frazione di Motta S.G. ma in seguito ad un’ inondazione nel 1880, che devastò la zona tra Pellaro e Villa, subì una prosperosa crescita economica e demografica, che nel 1834 la vide diventare Comune.

Breve però fu la gloria di Pellaro, che fu distrutta dal terremoto – maremoto nel 1908, tanto che sembrava finire così la sua storia, ma nel 1928 fu inclusa dall’ Ammiraglio Zerbi nel progetto della “Grande Reggio”, quale sua piccola e splendida frazione.

Oggi si pratica la pesca, l’ agricoltura ed il commercio; d’ estate la popolazione aumenta in maniera considerevole, grazie anche agli appassionati delle discipline sportive che vengono a Pellaro per praticare il Kitesurf e Windsurf.

Grazie a PK Drone per l’immagine